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Toxoplasmosi

                    TOXOPLASMOSI

La toxoplasmosi è una zoonosi causata dal Toxoplasma gondii, un microrganismo parassita che può infettare molti animali (mammiferi, uccelli, rettili, molluschi) e trasmettersi con l’alimentazione con carne infetta. Il parassita non si trova solo nella carne, ma anche nelle feci di gatto e nel terreno in cui abbia defecato un animale infetto.

 Sintomi: nell’infezione si hanno due fasi:
  - Toxoplasmosi Primaria: periodo di settimane o mesi in cui il parassita si ritrova nel sangue e nei linfonodi in forma infettante. Compare ingrossamento delle linfoghiandole, astenia, mal di testa, mal di gola, algie diffuse, talora febbre, epatomegalia e splenomegalia. Le complicazioni  possono essere gravi: corioretinite (che può compromettere la vista)  ed encefalite.
- Toxoplasmosi Post-primaria, assenza di malattia, ma persistenza del parassita nell’organismo, che resta "incistato" in muscoli e cervello e può riattivarsi in caso di deficit del sistema immunitario causando danni.
- Toxoplasmosi in gravidanza: il parassita può passare al bambino attraverso la placenta, provocando malformazioni o addirittura l'aborto.
            Nei malati di Aids o nei soggetti trapiantati, l’evoluzione può essere grave.
            L'infezione acuta lascia un'immunità permanente.

Prevenzione non esiste vaccino. Vi sono indicazioni per ridurre il rischio di infezione:
1) Non consumare carne poco cotta
2) Evitare di assaggiare la carne cruda mentre la si prepara 
3) Lavare bene le mani sotto acqua corrente dopo averla toccata
4) Lavare bene le mani dopo aver fatto giardinaggio in orti e giardini (dove animali infetti possono aver     defecato) prima di toccarsi la bocca o la mucosa degli occhi.
5) Lavaggio accurato di ortaggi e frutta fresca che possono essere state contaminate dal concime,  poiché  le oocisti in grado di causare la malattia possono rimanere contagiose per mesi
6) Gatto: è stata ridimensionata la colpa di questo animale come portatore della malattia, specie per il gatto domestico, alimentato con prodotti in scatola e la cui lettiera è cambiata tutti i giorni. Il vero serbatoio della toxoplasmosi è rappresentato dai gatti randagi, che si infettano cacciando uccelli e topi contaminati, e che possono defecare nel terreno rilasciando Toxoplasma anche per diverse settimane.

Contagio in gravidanza: è possibile bloccare la trasmissione dell'infezione al bambino attraverso un trattamento antibiotico con spiramicina (ben tollerata da madre e feto), o con pirimetamina e sulfadiazina  per cui il 90% dei bambini con toxoplasmosi congenita nasce senza sintomi evidenti.

Diagnosi: la toxoplasmosi è spesso asintomatica, per cui è utile conoscere il proprio stato prima della gravidanza con il TOXO-TEST che classifica le donne in tre classi: protetta, suscettibile o a rischioL’infezione infatti induce produzione di immunoglobuline specifiche: nella prima fase di malattia (quella pericolosa per il nascituro) vengono prodotte IgM, successivamente vengono prodotte IgG.
  - Se la donna ha le IgG (=protetta) il toxo-test non deve più essere ripetuto.
  - Se non ha né IgG né IgM (= suscettibile), vanno eseguiti almeno due controlli a 20 e 36 settimane        - Se ha le IgM l'infezione in gravidanza è sospetta e dovranno essere effettuati test più sofisticati. per accertare la diagnosi e per l'eventuale terapia.